27 marzo

Sabato 27 marzo il Y's Jazz Club dell'Hotel Le Dune di Catania (www.ysjazzclub.it) ha l'onore di accogliere dal vivo Rita Botto, la regina della musica di Sicilia, principale interprete di una world music che parte dall'Isola per abbracciare le sonorità del mondo. L'inizio del concerto è fissato per le 21.30, ingresso 10 euro. Con la Botto suoneranno Carlo Cattano al sax, Giovanni Arena al contrabbasso, Ruggero Rotolo alla batteria, Giuseppe Finocchiaro al pianoforte e Paolo Caruso alle percussioni.
Metti una voce femminile che non lascia scampo già al primo ascolto, la suadente melodia che da sola esprime il concetto dell'amore e un inconfondibile accoglienza siciliana che fa capire immediatamente la "location". «Una ragazza sempre verde», come ama definirsi l'artista, che affronta la musica con l'entusiasmo della neofita anche se la musica la accarezza da numerosi anni.


A tre anni di distanza da "Stranizza d'amuri", fortunato esordio discografico del 2004 che rivelò un talento vocale come pochi, tre anni fa è arrivato "Donna Rita" il lavoro della conferma per la Botto, vera regina di quella terra di confine che mette d´accordo jazz, canzone d´autore, folk contemporaneo e contaminazioni world music.


Il concerto al Y's Jazz Club vivrà dei tre dischi della Botto, compreso quell'"Ethnea", nato come disco auto promozionale poi divenuto parte integrante, come secondo cd, di "Donna Rita". Un work in progress quello di Rita Botto che parte da lontano, dalle innumerevoli serate nei jazz club di Bologna, città che l´ha adottata a partire dalla metà degli Anni 80 che la portarono, nei primi Novanta, alla riscoperta delle radici della musica siciliana con l´omaggio alla "pasionaria" del folk isolano Rosa Balistreri. «Il siciliano mi connota e mi dà maggiore possibilità di espressione» confessa. Primo risultato di quel cammino sperimentale fu "Ethnea", disco autoprodotto ritornato poi al fianco di "Donna Rita" in un´elegante packaging a 2 cd con il quale l´etichetta svizzera Recording Arts/Kind of Blue del produttore italo-inglese Roy Tarrant, già produttore del precedente "Stranizza d´amuri", ha proseguito una riscoperta dei "valori" musicali di Sicilia.
Sicilia che è parte integrante anche del progetto Med' Set Orkestra di cui la Botto ha fatto parte, progetto internazionale che mette insieme musicisti e cantanti originari di vari Paesi del Mediterraneo e che da alcuni anni gira l'Europa - Portogallo, Spagna, Francia e Italia - ospite del festival "Sete sois sete luas". Questa non è stata la prima esperienza internazionale della Botto che ha già cantato in Spagna insieme con la Banda Ionica di Roy Paci.


28 marzo

Domenica 28 marzo ancora canzone d'autore al Y's Jazz Club dell'Hotel Le Dune di Catania (www.ysjazzclub.it) che ospita il live "L'alchimista delle rose" di Giuseppe Cucè, il nuovo talento siciliano apprezzato in Europa. L'inizio del concerto è fissato per le 21.30, ingresso 10 euro. Per prenotazioni inviare una e-mail a info@ysjazzclub.it oppure telefonare al numero 095.7233120.
Con Cucè suoneranno Francesco Bazzano alla batteria e percussioni, Alessandro Longo al violoncello, Adriano Murania al violino, Antonio Masto alla chitarra acustica, Marco Carnemolla al contrabbasso e Edoardo Musumeci alla chitarra acustica.


Dopo il brillante esordio con il cd di lunga durata "La mela e il serpente", il cantautore catanese Giuseppe Cucè ha pubblicato nelle scorse settimane "Rosa", il nuovo cd singolo. "Rosa" è un brano di forte impatto emotivo, che già dalle prime note esprime una dichiarata connotazione retrò mista alle molteplici sonorità mediterranee tipiche della musica di Giuseppe Cucè. "Rosa" è una canzone che trae ispirazione dai grandi cantautori italiani degli anni '60 (Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Domenico Modugno) e dall'esperienza dei concerti dal vivo, punto forte del lavoro di Giuseppe Cucè, che dal 2009 lo hanno visto sul palco dei migliori teatri parigini. Con questo brano Cucè è sempre più l´alchimista delle rose, un´artista a tutto tondo che parte dalla sua storia, è un sapiente artigiano dei profumi, e finisce per combinare fragranze musicali di indubbia raffinatezza.

Dopo aver presentato il brano nella categoria Nuova Generazione del 60° Festival di Sanremo 2010, con un numero impressionante di visite sul sito della Rai e apprezzato dal pubblico della rete, il cantautore è riuscito ad accedere alle audizioni finali sbaragliando gli altri 70 concorrenti. Montato da Christian Sapere, film maker della New Generation, il video di "Rosa" riprende tutti gli spot contro la violenza sulle donne, dove lo spirito e l'essenza della canzone si esprimono al massimo.


Il 26 ottobre 2009 Cucè ha pubblicato "La mela e il serpente" per Edina Music, in Francia. L'album è stato presentato a novembre al pubblico francese attraverso uno showcase al Theatre du Petit Saint-Martin di Parigi. E il 9 gennaio di quest'anno Cucè ha aperto il concerto di Anny Gould al Theatre Le Trianon, mentre l'11 gennaio ha partecipato con uno showcase unplugged alla trasmissione Plein Sud di Radio France International.


Giuseppe Cuce nasce a Catania l´8 settembre 1972. Fin dall'adolescenza mostra una grande sensibilità verso l'arte,che inizialmente esprime fissando i suoi pensieri sulla tela. Dopo qualche anno abbandona la pittura e grazie anche alla figura del padre, ex musicista e cantante,scopre un modo più consono per esprimersi attraverso il canto, la danza e la recitazione. La naturale evoluzione del suo talento lo avvicina sempre di più alla musica. Giuseppe comincia a frequentare gli ambienti e i protagonisti musicali più importanti della sua città. Conosce Stefania Patanè, nota musicista e cantautrice catanese, con cui intraprende lo studio del voicecraft, presso il centro studi musicale etneo Cesm, dove inizia anche lo studio della chitarra. L'inizio del suo percorso da cantante è segnato da artisti che abbracciano il genere della Bossa Nova - Vinicius de Moraes,Jobim e Cesaria Evora - e da noti cantautori italiani quali Mario Venuti, Carmen Consoli, Ivan Segreto, Fabrizio de Andrè, Luigi Tenco e Franco Battiato. Partecipa alla tappa catanese del Festivalbar come corista del cantante Neffa. Lo stesso anno decide di formare una band dal nome Acoustic Preludio Band, con la quale calca i palchi dei locali e dei pub più noti di Catania. La band si afferma sulla scena musicale catanese riscuotendo fama e prestigio che sin da subito gli assicurano un grande seguito. La forza di tale progetto si esprime nella voglia di sperimentazione e rielaborazione dei brani che la band interpreta nei propri concerti.
Grazie all'utilizzo di elementi acustici della propria terra e alla personale carica interpretativa, le cover arrivano al pubblico in versioni completamente nuove e originali. L'accurata ricerca di suoni, le diverse contaminazioni e la voglia di sperimentazione maturano in lui una linea ed un gusto del tutto personali, nonché la voglia di scrivere e di presentare al pubblico canzoni proprie. Tale progetto si concretizza in uno studio di registrazione grazie anche alla perfetta intesa musicale instaurata con alcuni elementi della band (Francesco Bazzano alla batteria e percussioni e Alessandro Longo al violoncello); all'incisione del CD partecipano anche la cantautrice jazz e bossa nova Gabriella Grasso - compositrice delle musiche insieme a E. Bassetta e Agata Lo Certo -, Claudio Bertuccio alla chitarra acustica, il maestro Marcello Lanza al sax soprano e al flauto traverso e Adriano Murania al violino. L'intero gruppo conferisce ai brani un suono più acustico e mediterraneo.


Nel maggio del 2009 Giuseppe Cucè partecipa allo spettacolo interamente dedicato a Luigi Tenco, ideato e portato in scena al Theatre Le Trianon di Parigi da Yvon Chateigner - interprete raffinato della musica francese d'autore - insieme a Cristina Marocco e a Dorval.
Il 30 maggio dello stesso anno, al Centro Culture Contemporanee ZO di Catania, Giuseppe Cucè ripropone al pubblico catanese, in una versione interamente riveduta, lo spettacolo di teatro-musica "Oltre le nuovole" Luigi Tenco Tribute, insieme al fedele compagno Francesco Bazzano e ad artisti del calibro di Mario Venuti, Carlo Muratori, Gabriella Grasso, Mario Incudine e Fabio Abate.